Alpinismo

Attività Geki 2025

“Chi si dà all’alpinismo con i soli muscoli si ritrarrà da esso dopo pochi anni. Chi è alpinista col cervello e col cuore saprà trovarvi valori tutta la vita”.
(Günther von Saar:
alpinista e medico austriaco)

L’attività del gruppo Geki è proseguita nel 2025 con escursioni e scalate in montagna con lo stesso ottimo trend degli anni scorsi. La grande famiglia della palestra di arrampicata di Cogoleto ha trovato una nuova primavera con la frequentazione di diversi giovani. Inoltre la quota rosa è aumentata notevolmente specialmente con persone iscritte ad altre sezioni CAI. Nella palestra indoor oltre all’allenamento sui pannelli della palestra per provare nuovi schemi di progressione ci si dedica sempre a imparare e ripetere manovre di corda specialmente quelle di autosoccorso. In particolare quando è presente Carlo “Donde” (IA) che risponde sempre e puntualmente ai vari quesiti alpinistici posti dai frequentatori della palestra.

Durante la prima parte dell’anno è stata intensa l’attività di arrampicata su roccia sulle falesie di Finale Ligure, comprensorio di Toirano, sulla falesia dei Nespoli e quella sotto casa dei torrioni di Sciarborasca sui “nostri monti”. Allenamento di arrampicata e di escursionismo necessario per effettuare le scalate sufficientemente pronti per affrontare le vie più impegnative in montagna.

Il 2025 ricchissimo di attività per Andrea Parodi, uno dei fondatori del gruppo: a 68 anni non ha ancora perso la voglia di sognare, scalare, esplorare e cacciarsi nei guai: tra le numerose gite e scalate che ha effettuato cito solo le più significative.

In marzo, con Antonio, aprono una via nuova di misto sulla parete Est Nord-Est della Cima Palù (Gruppo del Marguareis) con difficoltà fino a M4/M4+. I due alpinisti hanno dedicato la via “Amico Paolo al loro grande amico Paolo Nicolardi, vittima di un incidente mortale nel 2022.


All’inizio di aprile Raffaele e Marco scalano in Baiarda. La scura cresta della Baiarda sorge al centro di uno spettacolare complesso roccioso nell’ entroterra di Voltri e per decenni, prima dell’avvento dell’arrampicata sul calcare del Finalese, ha costituito la più frequentata palestra di roccia degli arrampicatori Liguri. Quando si scala in questa zona si ha la netta sensazione di scalare sulle alte montagne pur trovandosi a poche centinaia di metri dal mare. La cordata ha scalato la classica via placca Ubaldo e il diedro Gozzini.


Andrea in primavera effettua sei gite scialpinistiche, tra cui la traversata della Cima Ghiliè in solitaria e il
Gran Paradiso dal Rifugio Vittorio Emanuele: il suo primo quattromila con gli sci a 68 anni, con i figli Martina e Tommaso. Discesa stupenda da 4000 m a 2300m su neve trasformata. In giugno, con Chiara, Luca e Antonio hanno percorso la bella Cresta dell’Ometto all’ Uja di Mondrone (Valli di Lanzo): terzo grado su roccia ottima e percorso un po’ da trovare.


In aprile si arrampica sullo Sperone dell’Oasi sulla via Ciappe du Ciuin a Loano. Gita sociale del CAI di Arenzano (capi gita: Andrea e Francesco) nell’ambito dell’avvicinamento all’alpinismo organizzato dal gruppo Geki. Cinque cordate salgono lo Sperone dell’Oasi in una giornata dal meteo spettacolare, quasi estivo. Su difficoltà di un certo impegno su ottima roccia prevalentemente di quarzite. Nonostante l’alto numero di arrampicatori il gruppo raggiunge la fine dello sperone nel primo pomeriggio. Grande entusiasmo. Dopo aver attraversato un bellissimo bosco ammirando il panorama che si perde a vista d’occhio sul mar Ligure si recano al rifugio Pian delle Bosse dove gli aspetta una gustosa merenda.

Era già un po’ di tempo che il “trio” in palestra manifestava l’intenzione di scalare la via dell’amicizia alle Rocche del Reopasso. Una via di roccia scalata diverse volte da Silvano, il veterano del trio.

In maggio Mariangela, Valeria, Pietro, Francesco ed il trio (Federico, Mario e Silvano) salgono da Crocefieschi fino alla base del Reopasso e scalano la via dell’amicizia sulla Biurca. In questa zona dove leggenda e verità si mescolano, si racconta di divinità che abitavano in questo luogo, di eremiti e di folletti. L’arrampicata non è difficile ma comunque deve esser delicata a causa del particolare tipo di roccia (puddinga) che tende a sgretolarsi. Terminata la scalata percorrendo l’ultimo tratto della ferrata Deanna – Orlandini, un bel traverso nel vuoto che si snoda per circa trenta metri, si arriva in zona “Carega du Diau”. Discesa infinita verso Crocefieschi.

A partire da aprile e nei mesi successivi Mario, Deborah, Antonio, Pietro e Barbara hanno trascorso varie giornate ad Albard, scalando alcune delle moltissime vie della zona. In particolare hanno arrampicato sulle vie: Nonno Mario, Nonno Piero, Aurelio, Ella, Dubai, Pa’ Raumer e i suoi pargoli e sulla Rock Experience. Si tratta di vie interamente spittate, che offrono la possibilità di una piacevole arrampicata su placca, anche se non manca qualche tiro adrenalico su lievi strapiombi e su fessure abbastanza dure come sulla Pà Raumer. Il mix giusto per divertirsi ma anche mettersi alla prova in qualche passaggio impegnativo. L’ambiente è davvero notevole, anche l’avvicinamento stupisce, si attraversa un bosco di castagni secolari e si è accompagnati da ampie vedute sul maestoso forte di Bard.

In giugno Marco sale la punta Zumstein 4563m. La punta è la terza cima per elevazione del gruppo del Rosa, dopo la Punta Dofour e la Nordend. Una salita di grande soddisfazione ad una delle cime più alte d’Europa. In Dolomiti a luglio scala lo spigolo Alpini al Col de Bos sul monte Falzarego. La scalata si svolge in ambiente spettacolare con panorami fantastici. Durante la salita si osserva l’incredibile profilo della Torre Piccola di Falzarego, In agosto la via dei Torrioni a punta Venezia in giornata partendo da Genova. Avvicinamento duro di 700m e 350m di percorso su roccia con gradi fino al sesto.

Andrea in luglio, insieme all’inossidabile Giorgio ha salito lo Sperone Ovest del Brocan(Valle Gesso): difficoltà fino al quarto, quasi tutto slegati. Sempre a luglio ha fatto una delle gite per lui più belle: la traversata del Monte Clapier in solitaria, con risalita del ghiacciaio, percorso integrale della cresta Sud Est e discesa per la via normale. Ancora con l’accademico Diego hanno percorso integralmente la Cresta della Maura sopra il Rifugio Soria, tutta in conserva protetta.


In giugno Chiara, Luca, Antonio e Pietro hanno raggiunto Punta Gnifetti, con arrivo alla storica Capanna Regina Margherita a quota 4554m, affrontando l’impegno e le suggestioni dell’alta quota. La capanna Margherita è uno dei più alti osservatori fissi al mondo e il più alto rifugio alpino d’Europa.


Alla fine di giugno si scala il Bric Bucie: un’aguzza punta a 2831m sulle Alpi Cozie. Gita sociale del CAI di Arenzano (capi gita: Andrea e Mario). Il gruppo parte da Bout de Col salendo per l’assolato sentiero che fa sudare le cosiddette sette camicie e arriva al rifugio CAI Severino Bessone, dove pernottano. Il mattino
di buon’ora dal rifugio Bessone-lago Verde gli escursionisti salgono dal
colletto del Col de Valpreveyre, percorrendo la cresta Nord Ovest fino al primo dosso detritico.
Proseguono
sulla via normale francese e scalano usando un sistema a corde fisse-mobili ideato da Andrea, il Bric Bucie per la cresta Nord. Discesa dalla via normale italiana dal versante Sud fino al Bivacco Soardi, da qui hanno traversato sul lato francese per raggiungere il colle Valpreveyre e fare rientro al rifugio Bessone al lago Verde.

Il 5 agosto Andrea con la figlia Martina hanno salito alternati la bella via “King Line” alla Rocca Castello. Sempre in agosto ha percorso in solitaria alcune creste selvagge nelle valli Gesso e Stura. Quella che gli ha dato più soddisfazione è stata la cresta nord della Serriera di Pignal (Valle Stura di Demonte), forse mai percorsa prima integralmente, dove ha usato la corda solo per calarsi da due torrioni verticali. A metà settembre ha realizzato un piccolo sogno che gli frullava in testa da almeno trent’anni: con Diego, grande appassionato di creste, in due giorni hanno portato a termine la traversata di tutte le cime dal Colle dei Vej del Bouc al Monte Aiera.

In ottobre Mariangela, Pietro e Francesco scalano la via “Spigolo Bianco”, sulle pendici del Col di Piombi sopra Malcesine, sul lago di Garda. Una via alpinistica di quasi 500m di sviluppo sul versante Ovest del Monte Baldo. Grandioso il panorama sul Garda e sulle montagne trentine e bresciane che accompagna lungo tutta la via. Una salita non troppo impegnativa dal punto di vista tecnico ma da non sottovalutare per la lunghezza e l’impegno fisico richiesto. L’avvicinamento e l’uscita dal bosco, dopo aver scalato lo spigolo, prevedono una salita ripidissima, circa 200 metri di dislivello, da percorrere con attenzione su un terreno viscido per il fango e le foglie secche.


Per finire in gloria, Andrea con Fulvio, storico compagno di tante avventure. In ottobre, una piccola-grande via nuova sul versante sud-est del Marguareis
Parete relativamente breve ma con il tratto centrale strapiombante, dove i due vecchi alpinisti si sono ritrovati a lottare con strapiombi ben poco amichevoli e fessure cieche che non volevano accogliere i loro chiodi (gli spit, come sempre, li avevano lasciati a casa). Alle sei di sera si sono ritrovati entrambi in cima alla parete, sull’erbosa Spalla Sud-Est del Marguareis giusto in tempo per godersi l’ultimo sole. Da vecchi testoni romantici, in cima si sono quasi commossi. Un po’ sul serio e un po’ per ironia, hanno battezzato la via “In fuga dall’ospizio”.


Per concludere mi viene da fare una riflessione. Nonostante siano passati quasi venti anni dal quel giorno al rifugio Remondino dove nove amici “fondarono” il gruppo Geki, constato con piacere che le persone che attualmente fanno parte del gruppo, anche quelli che ci frequentano da poco tempo, hanno lo spirito che aveva animato i fondatori: amore per la montagna e senso di appartenenza. Mi rallegro quando i più giovani con entusiasmo raccontano una loro escursione da cui trapela un grande spirito di amicizia e unione al gruppo Geki.

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